domenica 5 aprile 2009

STORIE DI ORDINARIA PRECARIETA': COSTITUZIONE DISATTESA

art. 1 della costituzione:L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO

Domenica 5 Aprile 2009

Il quotidiano "La Tecnica della Scuola" racconta di alcuni insegnanti agrigentini, docenti della scuola primaria, per lo più donne, che, fiduciose di essere contattate telefonicamente, partono per Palermo ogni mattina alle 5,30 da paesi come Ribera, Sciacca o Cattolica Eraclea. Se invece il cellulare non squilla prendono un caffè e tornano a casa che è ormai l’ora di pranzo. Il tutto per lavorare, ma soprattutto racimolare punti per la graduatoria.

Lo chiamano “il viaggio della speranza”. Le cronache televisive hanno reso famoso quello affrontato da Aversa, con partenza prima dell’alba, dagli insegnanti campani precari per raggiungere via treno la stazione di Roma Termini; da dove attendono speranzosi che le segreterie delle scuole d’infanzia ed elementari capitoline li chiamino via cellulare per coprire carenze di personale giornaliere o di breve durata.

In base a quanto riportato dal quotidiano “La Sicilia”, le maestre supplenti agrigentine si sono iscritte negli elenchi della provincia di Palermo proprio perché ci sono più possibilità di lavoro:pur di lavorare e acquisire punteggio da inserire nelle graduatorie sono costrette a lavorare con le chiamate “last minute”. Per avvicinarsi il più possibile a potenziali luoghi di lavoro pagano l'abbonamento settimanale di 33 euro e 90 centesimi. E per tutto il viaggio in pullman tengono stretto il cellulare tra le mani, nella speranza che le segreterie delle scuole lo facciano squillare.

Dopo un viaggio di oltre due ore arrivano a Palermo alle 7,45. Se sono state fortunate durante il viaggio è arrivata la telefonata che le convoca per la supplenza: così prendono un altro mezzo, stavolta l’autobus, verso la scuola del giorno. E se la giornata è particolarmente prodiga di regali arrivano a destinazione solo con una breve camminata.

Altrimenti prendono un caffè, salutano le colleghe e salgono di nuovo sulla corriera per ritornare a casa. Quasi all’ora di pranzo. “In questo modo qualcuna è riuscita a lavorare finora una trentina di giorni”, spiega il quotidiano. Che equivalgono a due punti da mettere in carniere per un futuro migliore. E fino a giugno non è detto che possano raddoppiare o triplicare. Tutto dipenderà da quante volte squillerà quel cellulare stretto tra le mani. Sulla corriera della speranza.

(La Tecnica della Scuola.it, 11 marzo 2009)

TUTTO CIO' AVVIENE ANCHE A AOSTA, TRIESTE, PERUGIA, BERGAMO, RAVENNA, FROSINONE E IN OGNI ALTRO DOVE..... E ANCHE PER RACCOGLIERE POMODORI, PER 3 ORE IN UN CALL CENTER, PER UNA GIORNATA COME MANOVALE EDILE..... E IL FUTURO DOVE STA?



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