martedì 17 marzo 2009

DUE VOLTI DELLO STESSO SISTEMA MALATO

Lo stato che non c'è

Come risponde lo stato alle morti sul lavoro? Tre anni fa sono rimasta molto colpita da una frase che il presidente Napolitano disse nel suo messaggio di fine anno: " Non si può tollerare la minaccia e la frequenza degli infortuni cui è esposta la sicurezza, e addirittura la vita, di troppi occupati, italiani o immigrati".Non parliamo di come i mezzi di informazione trattano le morti sul lavoro.
Tra il 5 e 6 marzo 2009, cioè pochi giorni fa, sono morte 5 persone nell' indifferenza di gran parte dei giornali.
Una poca eccezione: tg rai3 regionale, eludo la regione, in cui si diceva che l'Inail indica 3 morti al giorno sul lavoro.
Dal 2006 esiste una commissione parlamentare sulle morti bianche. Cosa fa?
Le uniche risposte dello stato arrivano dalla tanto vituperata magistratura.
Penso a personaggi coraggiosi come Felice Casson: nelle sue parole rivivono tutte le vicende umane che gli sono rimaste attaccate addosso, come muschio: " Non si scappa dalla realtà e dalla vita di ogni giorno. Non bastano avvocati e tribunali per risolvere i problemi del lavoro, della salute, della sicurezza, dell' ambiente: Se le istituzioni non rispondono, se la giustizia e l'equità sociale non hanno più alcun significato, se le necessità più comuni rimangono inascoltate, si rischia un declivio pericolorissimo.

...... sunto da articolo di Sarah Zuhra Lukanic

Bibliografia: Felice CASSON: "La fabbrica dei veleni "

SONDAGGIO:
DI CHE COLORE E' LA " MORTE " DEI DISOCCUPATI?

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