http://www.bergamonews.it/webtv/index.php?servizio=1355
In piazza - Duemila persone hanno sfilato per le vie del centro di Bergamo contro i rischi di discriminazione verso gli immigrati contenuti nel pacchetto sicurezza del governo e in favore di una vera integrazione. Al termine del corteo c'è stato l'incontro di una delegazione di cittadini immigrati e di sindacalisti con il vicario del prefetto. "Tempi inaccettabili per i permessi di soggiorno".
Corteo degli immigrati in città
"Contro ogni discriminazione"
"Contro ogni discriminazione"
Il colore degli immigrati in piazza, in una giornata di pioggia. Duemila persone hanno sfilato nel
pomeriggio di oggi (28 marzo) per le vie del centro di Bergamo, per dire no ai rischi di discriminazione verso gli immigrati contenuti nel pacchetto sicurezza del governo e in favore di una vera integrazione. Al termine del corteo c'è stato l'incontro di una delegazione di cittadini immigrati e di sindacalisti con il vicario del prefetto, Lucio Marotta, per mettere in evidenza diverse problematiche che riguardano i "nuovi" cittadini che vivono in provincia di Bergamo.
La manifestazione è iniziata attorno alle 14,30, con il raduno di molti gruppi di persone in piazzale Marconi, di fronte alla stazione ferroviaria. C'erano associazioni, partiti, semplici cittadini, immigrati e italiani. Ed è stata, almeno in parte, rispettata la volontà di non strumentalizzare il corteo con bandiere partitiche. Si è visto qualche vessillo di Rifondazione comunista in fondo al corteo, e ne sono spuntati altri di partiti dell'estrema sinistra.
Ma il corteo è stato dominato da slogan e striscioni spontanei, non marchiati politicamente oppure recanti il logo di diverse associazioni di comunità immigrate. In particolare comunità dalla Nigeria, dal Senegal, dalla Bolivia, dal Marocco. A suon di musica, sotto la pioggia insistente, il corteo è arrivato in via Paleocapa, poi via Quarenghi, via Tiraboschi e via Tasso, all'urlo di "no al razzismo". Quindi una delegazione di sei immigrati e di due rappresentanti sindacali è stata ricevuta dal vicario del prefetto, Lucio Marotta.
Sono intervenuti Berta Bayon, assistente sociale della Caritas, boliviana, Hamath Diagne, della Cisl e dell'Associazione senegalesi bergamaschi, Cherif Seck, della Comunità ruah, Adriano Allieri, dell'Anolf-Cisl, Giuseppe Errico, dell'ufficio diritti Cgil, e Lorenzo Lanfranchi, della Ruah. Tutti, in modo unitario, hanno messo in evidenza che c'è un grave problema di ritardi per i permessi di soggiorno. Con il sistema ministeriale elettronico, affidato a Poste Italiane dalla fine del 2006, i tempi per l'ottenimento di un permesso si sono allungati da 60 giorni fino a 12 o addirittura 15 mesi. Una situazione che per molti è inaccettabile. E c'è anche la crisi economica tra le difficoltà segnalate: molti immigrati extracomunitari che perdono il lavoro hanno tempo sei mesi per ritrovare un'occupazione, altrimenti rischiano la comunità.
"Abbiamo ottenuto la convocazione di un tavolo tecnico con prefetto e questura - hanno spiegato Berta Bayon e Hamath Diagne -. La speranza è che certe lungaggini possano essere cancellate e che la situazione migliori nel suo complesso".
La manifestazione è iniziata attorno alle 14,30, con il raduno di molti gruppi di persone in piazzale Marconi, di fronte alla stazione ferroviaria. C'erano associazioni, partiti, semplici cittadini, immigrati e italiani. Ed è stata, almeno in parte, rispettata la volontà di non strumentalizzare il corteo con bandiere partitiche. Si è visto qualche vessillo di Rifondazione comunista in fondo al corteo, e ne sono spuntati altri di partiti dell'estrema sinistra.
Ma il corteo è stato dominato da slogan e striscioni spontanei, non marchiati politicamente oppure recanti il logo di diverse associazioni di comunità immigrate. In particolare comunità dalla Nigeria, dal Senegal, dalla Bolivia, dal Marocco. A suon di musica, sotto la pioggia insistente, il corteo è arrivato in via Paleocapa, poi via Quarenghi, via Tiraboschi e via Tasso, all'urlo di "no al razzismo". Quindi una delegazione di sei immigrati e di due rappresentanti sindacali è stata ricevuta dal vicario del prefetto, Lucio Marotta.
Sono intervenuti Berta Bayon, assistente sociale della Caritas, boliviana, Hamath Diagne, della Cisl e dell'Associazione senegalesi bergamaschi, Cherif Seck, della Comunità ruah, Adriano Allieri, dell'Anolf-Cisl, Giuseppe Errico, dell'ufficio diritti Cgil, e Lorenzo Lanfranchi, della Ruah. Tutti, in modo unitario, hanno messo in evidenza che c'è un grave problema di ritardi per i permessi di soggiorno. Con il sistema ministeriale elettronico, affidato a Poste Italiane dalla fine del 2006, i tempi per l'ottenimento di un permesso si sono allungati da 60 giorni fino a 12 o addirittura 15 mesi. Una situazione che per molti è inaccettabile. E c'è anche la crisi economica tra le difficoltà segnalate: molti immigrati extracomunitari che perdono il lavoro hanno tempo sei mesi per ritrovare un'occupazione, altrimenti rischiano la comunità.
"Abbiamo ottenuto la convocazione di un tavolo tecnico con prefetto e questura - hanno spiegato Berta Bayon e Hamath Diagne -. La speranza è che certe lungaggini possano essere cancellate e che la situazione migliori nel suo complesso".
Sabato 28 Marzo 2009
ato 28 Marzo 2009

Nessun commento:
Posta un commento